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Respira, respira, respira

Il problema è quello che non voglio più essere. Non quello che sono.

Ci sono diversi Gabriele dentro di me.

Ci sono parti di me che odio. Due di queste le vorrei eliminare.

Se le ricordo, se le ritocco, se spingono da sotto, fanno male. Tolgono il respiro.

Ieri credo di averne toccate alcune.

 

La prima, quella del Gabriele che si è fatto attrarre

dal piccolo potere che certi lavori ti offrono. Attratto dalla seduzione di chi mi vuole tutto per se, e dalla capacità di alcuni di adularmi. E quel Gabriele presuntuoso ama le adulazioni. Ama chi lo venera. Si nutre di quel finto apprezzamento. E io quel Gabriele non lo voglio. Lo voglio mandare via. Mi fa mancare il fiato.

Non voglio essere adulato senza motivo. Voglio essere apprezzato e amato come fai tu. Non essere preso, usato e rimesso li, svuotato come un calzino spaiato nel fondo di un cassetto.

Sicuramente il pranzo di ieri, Momo e il suo adularmi come se fossi bravo, quando nemmeno mi conosce.

Solo per avere un trofeo da esibire. E io non mi sento apprezzato. Sicuramente il suo comportamento è uguale a quello di Ilaria. Usare me e il mio meglio per gli interessi loro. E io non respiro.

 

E poi c’è il Gabriele che non sa rilassarsi. Che appena si ferma scoppia. Quello non lo voglio. Non lo voglio più.

Vorrei poter essere capace di fermare il cervello e lo spirito, lasciare tutto da parte, vivere con serenità i momenti.

Eppure sento che da Gennaio ad oggi mi sono successe tante cose, tutte assieme, tutte belle, difficili e interessanti.

Il mio cervello le deve aver solo sfiorate. E quindi se mi fermo le elabora. E la sensazione è che si mischiano, si confondono e non mi mollano mai.

Tolgono il respiro di notte da fin troppo tempo. E ieri, finalmente una sera rilassato con te, le difese si sono abbassate e appena a letto tutto si è mischiato in una apnea che mi ha accompagnato tutta la notte.

 

E poi, ultimo ma non per importanza, c’è il Gabriele impaurito. Quello che si fa fregare dalla fretta e dalla indecisione.

Non li voglio quei due nemici dentro di me. Ci lotto tutti i giorni. E però, quando sono stanco, vincono loro.

E stanotte credo di averli visti vincere su di me. E stamattina avevo paura ad uscire. Come da piccolo. Come dopo le notti peggiori passate nel letto bagnato.

E già, ogni tanto quel piccolo Gabriele impaurito torna fuori e vorrebbe solo scappare lontano.

 

P.s. devo ammettere che ho patito molto la visita alla Gioia. Io sono molto empatico e sento le energie. E in quella casa ce n’era molta, ma tutta negativa.

Credo di averla presa tutta. Credo di aver sognato la mamma della Gioia tutta la notte.

Come un mostro. Non ricordo. E gli occhi della Gioia, spaventata. Mi è sembrata smarrita ieri. Io non so perchè, ma ho sentito una tenerezza nei suoi confronti che non hai idea.

Stavo vicino alla finestra perchè già non respiravo. Me ne sono accorto stamattina.

Non so, ma mi ha fatto una tenerezza quella famiglia!!!

 

 

 

 

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