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Se resti, ti lascerò andare – Ep. 04

Jak ride, sale in macchina e riparte sgommando. Lei rimane ferma sorridente. Si accende una sigaretta e riparte, con calma. Prende il telefono. Clicca l’icona verde. Cerca la conversazione. Trovato il nome J. Click. E scrive. Non le viene semplice scrivere mentre guida. Digita poche parole, alza lo sguardo. Sta rischiando e lo sa. Ma non pensa alla guida. La strada è vuota, dritta e larghissima. La storia con Jak invece è piena di curve, sconnessa e stretta. Come quelle per arrivare alle montagne su cui lui spesso si rifugia. La prima e unica volta che l’ha portata in uno di quei monti con il nome strano era una mattina. L’aveva svegliata di notte. Erano le 2. Non era completamente buio, come sempre in questo periodo, e i contorni del suo viso le sono apparsi subito famigliari. Erano stati insieme la sera prima.

Lui non dice facciamo l’amore. Non dice scopiamo. Le si avvicina e la prende. Come se volesse solo unirsi a lei. Non c’è nulla nella testa di Allie in quei secondi, quando lui la prende. E’ veramente uno stare insieme e a lei è piaciuto fin dal suo primo tocco.

Quella notte però non l’aveva presa, le aveva solo detto sottovoce:

Domani mattina ti porto in un posto splendido. Devi solo svegliarti un po’ prima del solito e portarti una felpa.

Lei si era girata e riaddormentata senza dar peso alle sue parole.

Ore 6.03. Suona la sveglia. Un secondo per la colazione. Doccia. Il tempo che Allie cominciava a capire cosa stesse succedendo ed era già seduta in macchina, il caffè in mano. Dopo meno di un’ora stavano camminando su questa strada stranamente larga, ma piena di ciotoli e buche. Ogni tanto Allie scorgeva delle casette di legno. Pensava, ci si potrebbe fermare. Ma lui continuava a camminare. Allie ha detto 10 parole dalla sveglia e nessuna di quelle dieci parole è stata carina.

Allie ora, mentre guida, ripensa intensamente a quelle emozioni. Le sta rivivendo come se fossero attuali.

Ricorda il ritmo, non è veloce, ma il suo fiato inizia a farsi sentire sempre più. Le nuvole sono basse. Pioviggina e lui non ha portato nulla per coprirsi. Il silenzio e la pioggerellina sono talmente dolci che le verrebbe da dormire sotto quella veranda di legno, anche adesso che ci sta ripensando. La pioggia aumenta. Jak la prende per un braccio e la spinge dolcemente in una di quelle casette. Si siedono sulla soglia, con la testa appena dentro l’uscio e le gambe fuori, in silenzio si baciano. Lei finalmente ride.

A. Questa è l’idea più romantica che ti potesse venire?

Il tono è sarcastico.

J. Si. Gli errori sono il mio forte. Te l’ho mai detto?!?

Allie scoppia in una fragorosa risata.

J. Veramente. Io ci tenevo a fare una cosa romantica. Ho solo sbagliato il tempo.

A. Sei meraviglioso quando sbagli

E lo pensava veramente. Lo pensa tuttora. Lo bacia nel pensiero come aveva fatto quel giorno. Si uniscono, senza pensare che sono in un piccolo rifugio di montagna dove potrebbe entrare chiunque. Allie, mentre guida, è tornata con la testa la. Il piacere le scalda la pelle. Si ferma e scrive il messaggio con una impensata tranquillità. Pensa che deve farlo. E lo fa.

“E’ sempre bello sentire il tuo profumo. Non me ne andrò. Lasciami qualche giorno e ci sentiamo.”

Lui risponde in pochi secondi

“Sei stupenda”

Una lacrima scende dai suoi occhi. Eppur si muove. Eccole, le emozioni. Come diceva Mel. Eppur si muove.

“Grazie 😀 Ma lasciami il tempo di capire un attimo meglio, perché è successo tutto così in fretta che non vorrei fare troppi errori”

“A me piacciono i tuoi errori”

“Anche a me i tuoi.”

Ciao

 

 

 

 

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