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Se resti, ti lascerò andare – Ep. 02

Allie torna a casa. Entra, appoggia la borsa sul divano, prende il telefono. Chiama Mel, la sua amica di sempre.

A: Ciao Mel

M: Ciao. Allora le due settimane son passate. Cos’hai deciso?

A: Come fai a sapere delle due settimane? Te l’ho detto io?

M: Ormai metto un promemoria due settimane dopo l’inizio di una tua nuova frequentazione. So come funzioni. In due settimane capisci l’uomo che hai di fronte e poi dopo 13 giorni ti sembra già di perdere tempo. E poi ti piacciono i numeri e non sopporti il 14. Lo sanno tutti.

A: Te l’ho detto in un momento di ubriachezza depressa?

M: Si, ovviamente nei tuoi momenti di ubriachezza dici le cose migliori. Ha sofferto il ragazzo?

A: Si. Ma è un uomo Mel. Uomo. Ha la mia età. Un matrimonio alle spalle, un figlio, delle responsabilità, problemi seri e la forza di proseguire come credo solo i veri uomini abbiano. Ma io di veri uomini non ne ho mai incontrati. Quindi per stanotte ho preso tempo.

Mel emette un gridolino di gioia.

M: Eppur si muove cazzo – Ripete Mel, non di gioia adesso, ma sorpresa – Non sarà la storia giusta ma almeno ha mosso qualcosa questo signore.

A: Si ha mosso. Ora ha mosso solo un gran nervoso per quello che sono e per quello che è lui. Avesse solo una vita meno complessa e un cervello più lineare.

M: Alla nostra età non c’è tempo Allie.

Allie inizia a cantare: We have all the time in the world, con la sua stupenda voce. Mel appende dolcemente e la saluta con un bacio. Allie si butta sotto la doccia. Continuando a cantare. L’acqua aiuta sempre a nascondere la faccia, pensa. E canta.

La notte di Jak è stranamente dolce. Il divano lo lascia dopo pochi minuti di sonno (in verità due ore di orologio) e il letto lo accoglie come un morbido abbraccio. Riesce anche a sognare senza fare incubi. Si sveglia con la radio che suona Annie Lennox e la sua I save the world today. Che per lui rimane sempre: Happy. Poi un veloce caffè e al lavoro.

Telefonata delle 8.15 ad Allie. Ci vuole provare per l’ultima volta.

J: Ciao, cambiato idea?

A: Cazz. Ciao Jak – ride – no, non cambio e rimango della mia idea. Son troppo ferita dalla mia ultima esperienza. Devi darmi del tempo.

J: Si parla di anni? – Ride anche lui ma in maniera molto nervosa. Il savoir faire della sera prima è sparito.

A: Si J. Si parla di un tempo non definibile. Non alle 8 di mattina dopo che non ho dormito praticamente nulla. Sei interessante e bello. Ma complesso come me. E io non ci riesco.

J: Ho capito. Non continuare. Non mi sembra il caso. Grazie di tutto. Le chiavi tienile ancora un po, almeno posso continuare a sognare che un giorno, forse, saresti potuta tornare.

A: Non arrabbiarti, non è ancora nulla questa storia.

J: Non sono arrabbiato. Son solo sorpreso di soffrire ancora. Ciao, buon lavoro

A: Ciao

 

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