Solo

Ogni passo che faccio verso la fine di questo documentario è un piccolo passo verso la chiusura di ‘sto capitolo della mia vita.

La chiamano catarsi, per me è solo fare i conti con le mie scelte.

Sabato, quando alle 17.30 il buio ha riempito la mia casa e si è chiuso lo stomaco, come ogni volta negli ultimi 5 anni, ho ripensato a chi in questo periodo vede il buio arrivare troppo presto e andar via troppo tardi. A chi è solo davvero ed è in quel buio, che è buio ma buio davvero.

Nel mio piccolo ho voluto parlare di ‘sta merda della solitudine. Che non è mai completamente vera, ma non è mai completamente inventata. Perchè solo non sei mai, perché di compagnie e compagne fittizie ne puoi trovare quante ne vuoi e andare avanti all’infinito, ma la vita è troppo bella per sprecarla in bugie giornaliere che ti sussurri all’orecchio.

Lo voglio finire in fretta, ormai dopo Natale, perché è il momento in cui più mi sento solo. E non sono l’unico. Penso a chi al calar del sole, in inverno, sente che la porta si chiude e non si aprirà più per far entrare sorrisi. Il rumore della porta chiusa, che sia in carcere o in casa tua, è sempre doloroso. E durante la gestazione di questo lavoro ho scoperto che in effetti, le prigioni ce le scegliamo noi. E io con la fine di sto cazzo di lavoro lascio la mia. Definitivamente. Lascio indietro la mia rabbia, il mio rancore e la voglia di cacciarla, la solitudine.

Il whiskey nel bicchiere ha il sapore degli errori, mischi le preghiere alle bestemmie, rischi di andare fuori.

Ballare con la solitudine mi ha stancato. Ora voglio stare in mezzo alla gente. Divertirmi sul serio. Ricominciare a vivere. E dare una mano a chi solo lo è per davvero. Ho finito questo lavoro solo grazie a questo pensiero. Perchè altrimenti sarebbe rimasto nel mio computer.

Ho sempre pensato che dovevo ridare indietro alle persone veramente sole tutto quello che io ho ricevuto senza meritarlo. Ai tanti padri e madri separati che da soli non sanno cosa fare per tirare l’ora in cui mandare a letto il figlio piccolo che cerca sempre altro. Ai senzatetto che possono solo sperare di trovare un luogo caldo, e poi domani mattina ci ripensiamo. Agli anziani nelle loro calde case, con i loro acciacchi e il silenzio rotto solo dalla televisione. A tanti altri, che non conosco e non so nemmeno come stanno.

 

 

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