La vita è meraviglia

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Appunti

I cartelli non servono. Non nella mia vita. Non nella mia casa.

Mi scrivo ovunque quando e come portare fuori l’umido. Ai tempi della prima convivenza mettevo promemoria sul cellulare per ricordarmi cosa portar fuori e quando. E me lo dimenticavo uguale.

Prima ho messo la zucca in forno. Ho pensato. Devo ricordarmi di toglierla dopo. Non dovevo mangiarla ma solo prepararla per settimana prossima.

Prima vuol dire intorno alle 19.30.

Ora invece, alle 23, mi sono accorto che il forno era ancora acceso e la zucca poltiglia.

Non mi arrabbio più, ho fatto di peggio. Vermi e chissà quali altri schifezze nel frigo e nella pattumiera mi ricordano ogni volta quanto sono sbadato.

Non riesco ad essere diverso, mi accetto e mi piaccio. Butto via una zucca che sarebbe stata buonissima fatta al forno. Vabbè, me la rifarò. E rido.

Un paio di anni fa mi sono appeso questo biglietto in ufficio. E ridevo.

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L’evento che me lo fece scrivere è più o meno simile. Questo quello che mi sono scritto come ricordo. Ridevo.

Memorandum
Se vai in palestra, sarebbe meglio non berti subito dopo due birre medie e due whiskey.
Se puoi Gabri, ricordati anche di non mangiare una mezza teglia di lasagne a mezzanotte e mezza e poi subito a letto.
Infine, se ti capita segnati che hai spento il forno, senò a meta mattina ti tocca tornare a casa a controllare se non é andato tutto a fuoco. Che poi se ci pensi bene, Gabri, se non sei morto in un incendio stanotte forse il forno era spento.
Gabri ricorda, sei un paradosso che cammina. O come dice tuo padre, un coglione.

E rido ancora.

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