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Del tempo e della libertà

P.s. (Cioè non post scriptum ma Pre scriptum) Non c’è come farsi menare da uomini sudati come ieri sera per riprendere in pieno facoltà mentali, fisiche, creative e tutte le cose che Dusseldorf mi ha rubato.

Del tempo e della libertà ne parlo poco, ma ci penso sempre.

Io amo la libertà e invece ho sempre pensato il contrario. Cioè, ad un certo punto mi son sentito che mi mancava aria. Non capivo. Ho cercato dentro di me. Psicoterapia più intensa, terapia di coppia, svaghi di ogni tipo. Invece mi mancava solo avere i miei tempi e i miei spazi. Fare quello che mi piaceva. A volte è assurdo come siamo il riflesso di ciò che gli altri vorrebbero. Io avevo sempre pensato di essere una persona indipendente si, ma diligente e tendenzialmente “BRAVA e BUONA”. E invece poi ho scoperto che a me piace fare quel cazzo che voglio e ho scoperto che amo le persone che, come me, fanno il cazzo che vogliono. Gestirsi il proprio tempo in libertà per poi incontrarsi quando si ha tempo e voglia.

La libertà, se intesa come libertà di agire finchè non si limita la libertà dell’altro, per me è sacrosanta. Difficile certo, ma se voglio essere libero, devo lasciare libero. Io invece lascio sempre gli altri liberi, ma difficilmente vengo liberato.

A Dusseldorf con mio padre e il suo capoofficina io ero stretto. Costretto in un aereo che mi sembrava piccolissimo. In un albergo che mi sembrava minuscolo. In un bar sempre più stretto. In discorsi da persone piccole. Tutto più piccolo dello spazio che mi sarebbe servito. Io volevo girare la città di notte. E lo volevo fare da solo. Invece appena provavo a staccarmi iniziavano i discorsi e mi seguivano e mi chiamavano. Io mi voglio fare i cazzi miei!!! Volevo urlare. Ma non ci sono riuscito. E BOOM. Il cervello è andato in frantumi. Aggiungi mio padre che mi toglie qualsiasi fiducia con un costante giudizio. Un perfetto viaggio di merda.

Del tempo. Nella mia testa il tempo scorre in maniera diversa che fuori. A volte scrivere una settimana per una sola persona mi fa sentire come se oramai la conosco meglio. Ma mi accorgo che adesso il tempo passato su questo blog mi permette di farmi conoscere, ma non ho mai risposte da te su chi sei e cosa vorresti.

Le domande ovviamente me le faccio, e te le farei anche, ma mi sembra di invadere la tua libertà. La libertà di leggere e di non fare nulla di concreto.

Sarebbe bello per me invitarti a far cose, a vedere città, a viaggiare di notte ascoltando la musica, a farti da mangiare a casa mia, a stare con me a girovagare, al cinema, ad una mostra, a fare riprese sul lago per il mio documentario, a prendere la barca, l’aereo, a sognare, a fare tutto!!!

Sarebbe bello. Molto bello. Aspetto che tempi e libertà si incontrino. Mi fido!!!

 

 

 

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