La vita è meraviglia

Home / Appunti / Un diario per te – Ep. 12

Un diario per te – Ep. 12

Raccontare le storie al di qua del bancone è il mio forte. Ne vedo così tante che spesso si confondono.

Ma questa ve l’ho voluta raccontare perché è una di quelle storie così particolari e interessanti per chi, come me, si appassiona alle emozioni e senza quelle non potrebbe vivere.

Sono uno che se non lavorasse al bar da una vita, prenderebbe la macchina alle 23 per girare sotto le stelle o meglio sotto l’acqua, con un sigaro in bocca, a sognare avventure nuove dove buttarsi.

Sull’unico tavolo appartato del mio bar, si sta concludendo la prima parte di una delle storie più divertenti degli ultimi anni qui dentro.

Quelle storie dove non c’è mai sincronia. Dove i pezzi sembrano non incastrarsi mai. Ma la vita è un jazz continuo, asincrono e apparentemente fuori tempo, ma poi quando si uniscono i suoni e ricreano l’armonia giusta, quasi a caso, tu stai benissimo e non vorresti mai aver sentito nessun’altra musica.

Io sono il narratore. Claudio. Lui, il bambino si chiama Peter. Di origine tedesca ma di cuore italiano. Lei è Cristina. La più bella donna mai apparsa nella mia vita. La più sensuale e la più irrequieta mai conosciuta. La più amata in questo bar. Ho perso più clienti per i suoi ormoni che per le mie storiche litigate. Sono li, che parlano, ogni tanto si sfiorano. Non so cosa si stanno dicendo ma credo si siano accorti che ogni tanto, fare un pezzo di sta vita insieme, anche se apparentemente si è sconclusionati e senza un senso ne una logica, è molto divertente e a volte da un senso a questo continua susseguirsi di giorni.

Lei ha passato una vita bellissima. Piena di soddisfazioni. Poi a 30 anni il cambiamento radicale e la sua vita è iniziata una seconda volta. Ora siamo alla terza vita. Come dice lei. E mi sembra ci sia la possibilità di una quarta vita bellissima e piena di gioia.

Lui ha una storia che i suoi 25 anni non possono contenere. Sarà anche perché è bravo a raccontare e a scrivere, ma ogni suo anno di vita vale almeno 3 dei miei. Giramondo mentale e a volte anche fisico. Quando ho saputo la sua età non volevo crederci. Io che parlavo con lui quasi come ad un coetaneo. Apparso dal nulla al bancone. Da solo. E sempre discreto. Mai fuori dalle righe. Capace con una battuta di attirare tutto il bancone a se. Capivi che arrivava perché i clienti e i baristi si mettevano quasi sempre davanti a lui. Anche perché Peter sa sempre dove mettersi.

Non so cosa sia successo dopo il suo sfogo e le lacrime di Cristina. Penso si siano sentiti. Visti. Baciati.

Ora sembrano sereni. Ma non troppo. La prima stagione della serie sembra essere finita, ma i due non hanno mai smesso di sorprendermi e lo faranno ancora.

Per te, solo tu, cara la mia unica lettrice, la storia è nata così. Perché a me le storie si scrivono da sole, come con il T9. Hanno dato vita a domande e suggestioni?!? Spero di si. Hanno solo intrattenuto!?? Certo, lo spero. E’ finita la storia?!? Non credo. Scrivere e inventare storie mi piace e finché mi fa del bene lo faccio. Mentre shackero campari e preparo gin tonic. Qualcuno lo bevo io, qualcuno i miei personaggi. Che non sono mai del tutto inventati ma non sono mai del tutto veri.

(569 numero primo)

 

 

To get the latest update of me and my works

>> <<