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Basta biglietti ep. 06

Ogni volta che mi sveglio a casa sua è una sensazione strana. Ha il letto in mezzo alla camera. Di fronte una finestra enorme che, se aperta, offre uno spettacolo mozzafiato sia all’alba che al tramonto. Ma lui la tiene sempre chiusa. Soprattutto ora che fa freddo. Non ha comodini, dice che non servono a nulla, se dormi non hai bisogno di appoggiar cose al tuo fianco. Io non lo capisco e me ne sono fatto comprare uno. E lui l’ha fatto (Con mio profondo e sincero piacere).

So come muovermi in questa casa. Anche se ci vengo da un mese. E so dove andare per farmi un caffè, mangiare qualcosa di dolce e andare in negozio. Lui si è svegliato alle 6. Doccia e poi di corsa a preparare sua figlia e portarla a scuola. Si, ha una figlia. Ma ne parleremo poi. Anche perchè tra oggi e il suo biglietto iniziale son passati quasi 7 mesi e una serie di eventi sconvolgenti.

Mentre bevo il caffè, penso a quella prima sera. Al suo messaggio, al suo domandare, così intrigante, così divertente e così semplicemente nuovo. Al mio tentennare. A dire alle mie amiche che non volevo uscire con lui. E poi dopo qualche settimana, ricevo un altro biglietto. Stavolta appoggiato sulla macchina. E’ di nuovo lui. Mi chiedeva se ha fatto qualcosa di sgradevole e mi chiedeva, eventualmente, scusa. Io, con numero nascosto, ho cominciato a chiamarlo. Ogni tanto. Anche solo per sentire la sua voce. E poi il parlare al telefono con lui di tantissime cose. Ma mentre parlavo con lui pensavo a Riccardo. Non è possibile, Chiara, sei sempre la solita. Scrivevo sul mio diario. Un bell’uomo ti cerca, e tu vai dal bastardo che ti ha fatto male per gli ultimi 5 anni.

Oggi è giusto un mese che sono entrata qui dentro. Prima Roberto ha fatto mille cose per farmi capire quanto volesse conoscermi. Mi ha scritto centinaia di storie, pensieri, fatto domande, messo musica o semplicemente scritto cazzate su di un blog che ha aperto solo per me. Ha dovuto pure passare per stalker perchè, da persona svampita quale è, ha messo alcuni biglietti su una macchina più o meno uguale alla mia vicino al mio negozio. E’ un disastro. Se lo ripete sempre. A volte agisce d’impulso e realizza solo grossi casini. Mi ha regalato un libro e non l’avessi fermato io me ne avrebbe regalati altri. Ha anche esagerato in certi casi nel cercarmi, nello scrivere, nel dire quanto fosse perso per me. Mi imbarazzava. A volte mi spaventava. Ma soprattutto, sopra ogni cosa, io ero persa nella storia con Riccardo. Ci vedevamo ancora. Uno o due giorni a settimana dormivo da Riccardo e quando non ero la, se stavo bene, chiamavo il mio virtual-amante, come diceva Mel. Virtuale perchè, per almeno sei mesi, dopo il suo primo biglietto, non l’ho mai incontrato e non gli ho mai lasciato il mio numero. Lui ci stava male e lo sapevo. Ma anche quando non l’ho chiamato per quasi 2 mesi, non si è mai fatto vedere in negozio. Ha scritto, per molto tempo, sul suo blog. Poi l’ha cancellato. Anche perchè alla fine io non leggevo e lui secondo me l’avevo capito. E poi il silenzio. Sia nel mio cuore, che in quell’ambiente virtuale che mi faceva compagnia spesso la sera o durante il lavoro.

Mi vesto con quei pochi vestiti che ho lasciato nel suo armadio. Sto per uscire. Mi scappa l’occhio in camera di sua figlia. Disordinata, piena di giochi e colorata. Un po’ come Roberto. Colorato, disordinato e pieno di idee per far divertire chi ha intorno. Le prime volte che leggevo i suoi scritti mi stupivo di quante cazzate potesse scrivere in poche righe, pur prendendosi sul serio e facendo finta di esserlo. Cupo e introverso in alcuni momenti, si trasforma, in certe situazioni, e potrebbe farmi ridere per ore. Eppure fino a quando non si è arrabbiato con me non sono riuscita a sentire nemmeno lontanamente la voglia di conoscerlo. Si, mi piaceva e mi faceva sorridere. Ma non sentivo quella spinta a superare il dolore profondo che Riccardo aveva solcato in me, per prendere il telefono, non nascondere il mio numero, e chiamarlo. Eppure, dopo i primi due minuti della nostra prima uscita, quando mi ha detto cosa aveva preparato per me, ho dimenticato in un attimo il dolore degli ultimi 5 anni e mi sono lasciata trasportare in un viaggio che nemmeno ora so dove mi porterà.

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