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Un diario per te – Ep. 03

Sto tentennando.

“Dai Michi, lo sai che non succederà nulla”

La frase suona nel mio cervello.

“Tentennare quando vedi un uomo è un errore”

Me lo diceva sempre la mia più grande amica. La Robi. Mi servirebbe adesso il suo cinismo. Quel modo di vedere le cose come se non ci fosse mai nulla di serio. Perchè, come diceva lei, la vita è un gioco e alla fine vince sempre lei. Ora vive a Buenos Aires e non la sento quasi mai. Mi manca, ma anche la mancanza di una persona a volte fa compagnia.

Perché alla fine se una se ne va, l’amicizia non è la stessa, anzi non è più amicizia, è nostalgia di un’amicizia.

Questi pensieri mi distolgono dal vero punto della serata. Sto tentennando.

Mi tenta il bambino e io non l’ho ancora inquadrato. Scrive di sè e delle cose fatte in così pochi anni che mi sembra abbia vissuto il doppio dei suoi reali anni.

Prendo un foglio. Scrivo: i miei primi 25 anni.

Voglio capire cosa cazzo ho fatto io nel mio primo quarto di secolo.

Laureata a pieni voti

Fatto Master

Lavoro per quello che ho studiato

Entrata in poco tempo nei piani dirigenziali e di progettazione del mio gruppo di lavoro

Lavorato in università

Scritto un libro sul mio lavoro

Andata a viver da sola

Fidanzata seriamente con progetti di convivenza

Già segnata da una storia precedente fallita miseramente

Viaggi: Londra, Parigi, Praga, Vienna, Amsterdam, Thailandia, Chicago, Miami, Cophenaghen

Scopato abbastanza da aver capito il bello e il brutto del sesso

Un paio di test di gravidanza fatti con il patema

Pillola anticoncezionale presa per un paio d’anni

Primi progetti di famiglia già in corso

Realizzati i primi sogni artistici

 

Respiro un attimo. E non ho segnato le emozioni accompagnate ad ognuna delle cose fatte. Altrimenti i fogli non basterebbero. E nemmeno le lacrime.

Se ci penso, ed è difficile balzare indietro di 12/15 anni, i miei pensieri e il mio essere erano già definiti a quell’età. Ho solo smussato gli angoli nel tempo che è passato.

Ma cazzo, ha fatto più male la smussatura degli angoli che tutto il lavoro precedente. Chissà perchè non lo ricordo come così sofferente. Ho tutto impastato in testa.

 

Devo uscire. Leggo il suo ultimo post. Scritto poco fa. Entrambi scriviamo. Entrambi ci pensiamo. Esco. Devo bere. Mi serve un bancone e silenzio per decidere.

 

 

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