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Basta biglietti ep. 05

Le piacciono i bianchi. Benissimo, abbiamo una cosa in comune. Ma anche se le fossero piaciuti i rossi andava bene lo stesso. Ci tengo al vino. L’ho conosciuto tardi. Grazie ad un mio amico, che ora amico non lo è più. Forse proprio per questo sono affezionato al vino. Come se fosse una persona. Come se fosse Sebi. Che ora vive negli States.

Non sono un esperto e non sono un sommelier. Non assaggio il vino e faccio facce strane. Mi ricordo bene i nomi delle cantine e quindi se uno mi chiede cosa bevo chiedo di un particolare prodotto. Sebi mi ha dato qualche indicazione. Io mi sono adattato. Come faccio sempre e come mi viene bene. Non so perché le piacciono questi vini. Mi piacerebbe saperlo. Anche se poi magari lei beve questi vini perché glieli ha fatti conoscere un vecchio fidanzato, son felice di aver di fronte una persona che sa riconoscere i piaceri della vita. Continuo a sentire una buona vibrazione per questa ragazza. Anche se le mie vibrazioni in amore mi hanno sempre portato a grossi traumi.

Mi piacerebbe conoscerla perché ho voglia di questa bella sensazione oramai sopita nel mio cuore. La fiducia che qualunque caratteristica avrà questa donna sarà bello scoprirla. La fiducia nell’amore, ma non quello che dura una vita, ma amore per la vita e per gli incontri che generano possibilità nuove, venti di energia che spostano gli equilibri. Perché tutto cambia forma e si muove e questo andamento instabile è la cosa che mi tiene sveglio la notte a pensare ad una donna vista per caso in un negozio. Non mi succedeva da troppo tempo. Da troppo tempo non scrivevo biglietti e non aspettavo fremendo una risposta al cellulare.

Sto di nuovo pensando troppo. Devo fare. Digito i miei vini preferìti: Vini siciliani e qualche particolare gewurztraminer. Poi aggiungo che per la prossima domanda ho bisogno di una premessa che gli manderò via whazzap. Se non è un problema per lei.

Ovviamente risponde che di problemi non ce ne sono. Io stavo già preparando il messaggio, è un po’ lungo ma dice quello che sento.

Prima di chiederti di uscire volevo fare una premessa. Non sono uno stalker o uno che fa queste cose abitualmente. Ma alla veneranda età di 36 anni e dopo un lungo periodo di apatia sentimentale, mi sono ritrovato stupendamente folgorato dal tuo sorriso e mi sembrava un peccato non seguire questa insperata emozione. Sapevo e temevo di non avere successo, ma in certe fasi della vita è bello tentare e sognare. Tanto poi quello che mi rimarrà e comunque la bella emozione che mi lascia il tuo sorriso. Quella non la posso cancellare. Per fortuna. Detto questo, spero di poter vedere il tuo sorriso in un piccolo bar che conosco io, mentre ci beviamo una buona bottiglia di vino.

Non so se capirà quanto scritto ma almeno capisco subito se le interessa un uomo deluso da fin troppe donne, che non si reputa un infallibile conquistatore e spera solo di poter stare qualche ora insieme ad una bella donna. Che poi è quello che penso.

Non ho ancora avuto il tempo di immaginare un bacio o una notte insieme. Non l’ho neanche sentito come impulso primario. Son mesi che non sento più la necessità di contatto fisico con una donna. Se non per un abbraccio. Che mi manca in maniera viscerale.

Vivo questo periodo come una parentesi dopo anni in cui il sesso era diventato la sola modalità di interazione con le persone. Se con le donne l’obiettivo era quello di illuderle per poi portarle su da me. Con gli uomini l’obiettivo era parlare di quante me ne facevo. Senza un reale bisogno di condividere emozioni. Sembravo quasi un collezionista svuotato, che non ricorda più il piacere della prima volta che ha posseduto quell’oggetto e nemmeno si ricorda più perché ora ne colleziona così tanti, tutti uguali, tutti svuotati. Ho fatto un paio d’anni a scopare ogni cosa si muovesse vicino a me. Ma alla fine mi restava solo il vuoto. Svuotato come quel calzino accanto al bidet, che resta li da sempre spaiato come me, dice un canzone. Mi sentivo fuoriluogo anche con donne belle e interessanti. Ovunque. E da qualche anno non lo sento più quel brivido nel basso ventre. Ma mi sento fuoriluogo. Sempre e comunque.

Invio. Aspetto la risposta.

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