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Basta biglietti ep. 04

Che musica mi piace?!? Ma che cazzo di domanda strana.

Melissa sta già scrivendo. “Cosa scrivi Mel?!?” E lei “La verità. Rock and roll, baby – Mette l’accento su baby come una vera rocker e mi fa ridere -. Non li metto i tuoi gusti del cazzo di cantautori americani o islandesi o la musica elettronica del cazzo o il rap. Vediamo come reagisce.”

E’ bello avere qualcuno che cura i tuoi interessi. Mi da sicurezza. E per questo non reagisco. Lascio fare. Con la mente volo ai giorni in cui Riccardo si è fatto finalmente avanti. Ero innamorata di lui da almeno 3 anni. Sapevo tutto di lui. Eravamo amici da molto tempo e non dovevo nemmeno perdere tempo per conoscerlo una volta iniziata la nostra storia. In effetti parliamo sempre poco. O litighiamo o facciamo l’amore. Facevamo. Meglio usare il passato.

Mentre sono persa nei miei discorsi mentali con il mio alter ego arriva la sua risposta. Il mio tavolo ormai è un commento unico. Mi hanno chiesto cosa ascolta secondo me. Io direi che potrebbe essere uno di quelli che dice: Mi piace tutto.

Non che mi interessi la musica che ascolta o se è un ragazzo ossessivo per un genere specifico. Ma nella mia testa, per quel poco che l’ho pensato, mi sembra semplice. Uno di quelli che non si preoccupa che la musica rispecchi le sue emozioni del momento e non sceglie cosa ascoltare. Vediamo se come al solito il mio istinto non sbaglia.

Come al solito, con gli uomini, ho sempre sentito, prima di cominciare una storia, una vocina che mi diceva cosa sarebbe andato storto. E puntualmente non l’ho ascoltata.

Come dice la mia psicologa, è ora di recuperare fiducia in me stessa e creare finalmente una relazione adulta con qualche uomo. A lei ho detto da mesi che la mia storia con Riccardo è finita, anche se non è vero. Se le dicessi la verità mi distruggerebbe e non posso permettermi di sentirmi dire ancora quanto il mio approccio con gli uomini sia sbagliato, quanto io sia sbagliata. Non posso. Secondo lei, se mi buttassi nuovamente a capofitto in una storia fallimentare in partenza, rischierei di crearmi un’immagine di me sfalsata, rispetto a quello che secondo lei sono. Credo voglia dire che alla fine mi convincerei, a torto, che io posso solo stare da sola, che non posso interagire con altri uomini. E questo mi porterebbe a sentirmi sempre più sola. Anche se uscissi con qualcuno, magari convivendo o sposandomelo come ho fatto in passato, sarebbe tutto un circolo vizioso verso un nuovo periodo nero.

Se non creo un mio equilibrio come donna che sa dove vuole andare e come vuole arrivarci, rischio di nuovo la solitudine e la depressione.

I pensieri ovviamente volano così veloci che mi sembra passata un’ora. Orologio alla mano è passato al massimo meno di un minuto.

Mel mi guarda col mio cellulare in mano. Guarda lo schermo, il suo messaggio e lo legge in silenzio. Ride dagli occhi. So che il ragazzo sta dando le risposte giuste e non vedo l’ora di sentire il responso. Si schiarisce la voce.

“Il ragazzo guadagna punti Chiara. Senti qui. Rock and roll baby – mette sempre l’accento su baby e rido sempre – Mi piace. Speriamo si possa andare a qualche concerto insieme. Poi prevalentemente ascolto rap, funk, jazz, soul e altro a seconda dell’emozione. In questo periodo sono in fissa con i rocker italiani degli anni 90, ma spero di parlartene di persona. Terza domanda: Che vino preferisci?!?”

Ecco ora sto ridendo. Lo sento che non è più un sorriso ma è proprio una risata. Mi piace sto ragazzo. O meglio quest’uomo. E’ più grande di me. Ma sembra giovane. Ascolta musica e non ha pregiudizi. Se anche io ascoltassi Nek non credo mi darebbe della fallita, come faceva il mio ex marito. E mi chiede del vino. Che io amo. Mel sta già rispondendo senza nemmeno chiedere. Metterà Friulano, Roero Arneis e Ribolla. Chissà cosa beve lui. Ma non credo faccia molta differenza. Almeno beve e da importanza a questi piccoli piaceri della vita. Ripenso a Riccardo e a molte discussioni fatte con lui. Ma anche quelle prima con Andrea. Mi dicevano che ero viziosa e viziata. E io ero veramente convinta di esserlo. E che le due cose non fossero dei difetti. Anche perché viziata lo ero, ma non lo facevo pesare a chi mi stava intorno. E ora, dopo le ultime batoste con gli uomini di cui sopra, non sono nemmeno più viziata e faccio sempre e solo i conti su me stessa.

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