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Basta biglietti ep. 08

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Vedo che il telefono suona, appoggiato sul sedile di fianco ma non lo sento e non voglio rispondere. La musica é troppo alta. Conseguenza del volume dei miei pensieri. Sono in macchina da mezzora e mi ha già chiamato 4 volte. Strano per una come lei, che chiama una volta alla settimana e che preferisce essere cercata più che cercare. Sono ormai due giorni che non ci vediamo. Le telefonate sono state sempre più brevi e fredde. Come se il caldo improvviso di questo strano inverno non abbia nessun effetto sul nostro umore.

Le litigate tra di noi, nei primi mesi di innamoramento, sono state poche. Poi non sono aumentate e dopo circa due anni non abbiamo mai avuto una grossa crisi. Forse perché i nostri caratteri sono fatti per convivere. Io sono cambiato molto negli ultimi anni e sono meno irascibile, lei è di natura molto tranquilla. Ma tutto cambia. In meglio, a volte, in peggio, spesso.

Il fatto che nell’ultimo mese le discussioni siano diventate quasi quotidiane denota un vero problema. Inoltre lei ha iniziato ad essere cattiva. Nel senso più infantile del termine. Si vendica su di me. Non mi lascia sbagliare e mi attacca quando lo faccio. Mi ha detto: “Sono incazzata con te. Non riesco a perdonarti”. E poi se ne è andata. E’ tornata. Piangendo, ci siamo baciati per ore. E tutto sembrava a posto. Ma poi di nuovo odio. Cattiverie reciproche. Vorrei interrompere questo circolo vizioso.

Da dove è iniziato tutto questo rancore? Perché non riusciamo a ritrovarci? Le domande sono così ad alta voce che i suoni delle lettere si mischiano a quelli delle canzoni che la mia cassa sta sparando a 90 decibel.

Ricorda Robi, ricorda. La mente fa strani scherzi, a volte, ma se mi concentro posso recuperare. La prima litigata è stata per il poco tempo che le  ho dedicato il mese scorso. Accusa che ho respinto in maniera immotivata, perchè è vero, l’ho data per scontata per troppo tempo. Poi io mi sono arrabbiato perchè non mi ha chiamato, dicendomi che usciva con la sua amica e io la stavo aspettando. Da li poi una veloce discesa agli inferi e ritorno. Litigate brevi, intense, con delle tregue troppo corte e troppo fredde.

Oggi mi ha fatto imbestialire infine. Mi ha detto che andrà al cinema con il suo amico Francesco. Cosa normale per lei. E anche per me, non sono geloso. Ma è stato il modo. Il tono. E io sono andato su tutte le furie. Ho gridato come non mai. E lei ha detto quello che non volevo sentire: “Tu sei fatto solo per stare da solo. Non puoi avere nessuno vicino che ti ama. Hai paura di me. Sei gelosa della mia vita perchè la tua ti fa schifo.”

Sono sprofondato nel silenzio più totale. Ho salutato, con le lacrime agli occhi. Ho capito, in quel momento, il male che le avevo fatto. E la sua risposta è solo figlia del mio logorare il nostro amore degli ultimi mesi. So che posso riaverla e riamarla come prima, ma ho bisogno di essere lucido.

La chiamo: “Pronto”. Lei piange. “Ciao Amore. Scusa per gli ultimi mesi. Sono stato un disastro. Vorrei ricominciare. Da capo. Senza secondi fini, vorrei solo sedermi ad un tavolo con te finchè non ci innamoriamo come il primo giorno. Ti va!??”

Lei ride. Forse si. Forse le va.

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