L’OktoberFest7s 2017 vissuto da vicino

Il primo DHL Oktoberfest7s e la 39° edizione dell’Oktoberfest7s Classic raccontati da chi li ha vissuti.

Sembrava che il giorno più lungo del rugby tedesco dovesse non arrivare mai. Un giorno durato 48 ore, in apnea, con l’ultimo ruggito dell’estate continentale a far da sipario a un palco per palati fini del rugby 7s. Nella splendida cornice dell’Olympiastadion di Monaco di Baviera, croce e delizia del fu-FC Bayern München prima del trascolo all’ipermoderna Allianz Arena, una folla di 15000 festanti, giovani e meno giovani, famiglie e scapoli, abitué e occasionali ha potuto assistere a quella che da molti verrà ricordato come uno dei giorni memorabili del rugby tedesco.

C’era metà Germania rugbystica sugli spalti, scesa in massa da tutta la costa ovest, da Heidelberg a Münster, per sostenere i propri ragazzi. I Wiesn dell’ultimo fine settimana di Oktoberfest sembravano essersi riversati sulla tribuna est dove tra un Dirndl e un Ledehose spuntavano pile di mezzi litri vuoti pronti ad essere rimpinguati in continuazione.

THE FINAL

Le aspettative di un torneo frizzante non sono state disattese. Alla fine ha trionfato l’Australia in finale sulle Fiji, vinta tanto a poco. Troppo fisici gli australiani, anche per i fijiani, il che non può che preannunciare una World Series piena di sorprese. Una rondine non fa primavera, così come tutte le big si sono presentate ai nastri di partenza prive – alcune quasi del tutto – dei titolari che spopolano in rete. La finale per il terzo posto se la sono giocata allora una giovanissima Inghilterra contro un Sud Africa più datato che non ha perdonato ogni minimo errore commesso dagli albionici. Sorpresa – ma forse neanche troppo viste le premesse – la finalina per il quinto posto ha visto trionfare i padroni di casa tedeschi in un incontro strappacuore contro un’Argentina mai doma.

Le considerazioni principali sono da rivolgere innanzitutto all’organizzazione puntuale e precisa, abituata a gestire eventi di ben altra portata. Qui infatti la nota dolente, i.e. l’affluenza non del tutto soddisfacente, leggermente sotto le aspettative degli organizzatori. Non che la federazione tedesca brilli per capacità mediatiche e manageriali ma la vera incognita ora è se il torneo vedrà una nuova alba l’anno prossimo. A fare da contraltare a questioni extra-sportive resta comunque la prestazione positiva in sé e la possibilità di diverse nazionali di rodare i primi meccanismi ad inizio stagione. Oltre alle più note compagini sono state apprezzate le doti di squadre meno note come Cile o Uganda, senz’altro inferiori alle grandi ma capaci di dare del filo da torcere a tutti, e qui la domanda nasce spontanea: quando toccherà all’Italia? 

La classifica finale:

  1. Australia, 2. Fiji, 3. Sud Africa, 4. Inghilterra, 5. Germania, 6. Argentina, 7. Irlanda, 8. Francia, 9. Spagna, 10. Uganda, 11. Cile, 12. Portogallo.

In contemporanea al grande evento s’è svolta sugli impianti universitari adiacenti allo stadio il ben più noto Oktoberfest 7s Classic giunto quest’anno alla 39ª edizione. Anche quest’anno non sono mancate le emozioni, s’è visto nelle fasi finali un buon rugby 7s, a dimostrazione di come la disciplina sia in buona salute al di la delle Alpi per una federazione che senza troppi giri di parole punta dritto ai prossimi giochi olimpici ed entrare in pianta stabile nelle World Series.

Alla fine ha trionfato una selezione di giocatori professionisti provenienti da ogni parte del globo e in cerca di un ingaggio in Europa contro i padroni di casa del München Rugby Football Club (27-19), storica società della città che organizza il torneo Classic. La finale è stata disputata sul manto erboso dell’Olympiastadion, davanti a una platea a cui forse molti dei ragazzi scesi in campo non erano abituati e mai si sarebbero aspettati nella propria vita. Un regalo da “once in a lifetime” nell’anno del 40º anniversario del club, quale altro modo per festeggiare?

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#SaveTheDate Arrivederci alla prossima edizione 5-6 Ottobre 2018.

Articolo di G. B.

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