Il Championship della U18 Maschile

Analizziamo il torneo degli Azzurrini, non fermiamoci al solo risultato finale.

Nel fine settimana 9-10 settembre s’è disputato ad Heidelberg il campionato europeo per la specialità rugby a 7 valido per la categoria Under 18. Tra le 16 contendenti non è passata inosservata agli occhi di RugbySette la partecipazione della nazionale italiana di categoria allenata da Andy Vilk.

L'immagine può contenere: 3 persone, persone che praticano sport, erba, bambino, spazio all'aperto e natura

Benché il nono posto finale non possa  certo dirsi dei più soddisfacenti sono evidenti gli ampi margini di miglioramento per una federazione strutturata come l’Italia. I valori visti in campo nell’arco dei due giorni non hanno fatto altro che confermare le aspettative secondo cui le teste di serie Galles, Inghilterra, Francia e Irlanda avrebbero trainato la competizione mentre un secondo blocco composto da formazioni dai valori piuttosto omogenei si sarebbe spartito la fetta più piccola.

Col senno di poi la sconfitta risicata nel gironcino per 22-17 con la Spagna, sesta a fine torneo, dimostra come i valori messi in campo tra il quinto e il dodicesimo posto non fossero poi così abissali, con la Germania vittoriosa sulla vincitrice Irlanda nel gironcino per poi venir risucchiata nel vortice degli ottavi per la parte bassa della classifica e chiudere soltanto all’undicesima posizione.

Se la confidenza si affina giocando i buoni risultati ottenuti nella seconda giornata non possono che essere attribuiti ad un primo giorno di rodaggio. Portatore più lontano dagli avversari, pazienza e minor tendenza a venir risucchiati dalla difesa hanno fatto si che la seconda tornata vedesse i nostri ragazzi chiudere imbattuti sbarazzandosi inizialmente di Lussemburgo (21-5) e non senza fatica Belgio (12-0) per concludere con una meta all’ultima azione contro la Russia (21-14) in una finale 9°-10° al cardiopalmo.

L'immagine può contenere: una o più persone, cielo, spazio all'aperto e natura

La considerazione principale da fare è notare come il “non molliamo mai” profetizzato da coach Vilk venga trasmesso con efficacia anche sulle giovani leve, che tuttavia necessitano di un maggior minutaggio nell’arco annuale per la disciplina del 7s. Balza agli occhi infatti come già con 45’ di torneo alle spalle la confidenza di alcuni giocatori con il nuovo codice abbia permesso di chiudere davanti a compagini almeno sulla carta più titolate (Germania, Russia) le cui ambizioni erano dichiaratamente gli ottava di finale. Il climax raggiunto nella finalina contro la Russia ne è la dimostrazione. Non resta che sperare  che a questi ragazzi sia data la possibilità di giocare molto di più insieme e di incontrare avversari sempre più forti che li aiutino a crescere e che il movimento Seven trovi sempre più appoggio, anche sotto lo stesso tetto della Federazione.

 

Di Giacomo B.

Share Button
http://tinyurl.com/yau6hajj

You May Also Like

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *